Domenica 15 giugno 2008, a Cascina (PI) presso la “TINAIA”, in Via Santa Maria 206, L’A.E.M.A. (Associazione Esercenti Macchine Agricole) della Provincia di PISA festeggia il suo 70° compleanno.
La attuale situazione del prezzo dei carburanti sta rendendo di fatto insostenibile l’operatività delle aziende agromeccaniche, schiacciandole tra la necessità di mantenere tariffe competitive e quella di far quadrare un bilancio che ha visto l’incidenza della spesa in gasolio raddoppiare negli ultimi tre anni...
Il primo incontro ufficiale tra UNIMA (Unione Nazionale Imprese di Meccanizzazione Agricola) e il neoministro dell’Agricoltura Luca Zaia, previsto in occasione della recente 62° Assemblea Nazionale dell’Unione e rimandato a causa di impegni istituzionali del decano del MiPAAF, slittando di 48 ore ha avuto luogo oggi, presso la Fondazione per l’Insegnamento Enologico e Agrario di Conegliano Veneto (TV). Presenti all’incontro, oltre al ministro Zaia, il presidente di UNIMA Aproniano Tassinari; il presidente e il direttore dell’APIMA di Treviso e Belluno, Carlo Feletto e Giulio Moscardi e il presidente del Consorzio Agrario di Treviso, Emanuele Barattin. Tema della riunione è stata la presentazione formale di UNIMA e l’esposizione delle molte problematiche che il comparto agromeccanico si trova ad affrontare, dai PSR all’aumento incontrollato dei prezzi del carburante agricolo. «Posso sin d’ora assicurare - ha detto il ministro Zaia – il mio impegno personale e quello del mio staff a collaborare per portare avanti iniziative volte a restituire alla nostra agricoltura la competitività e il primato che le competono». «Siamo molto soddisfatti delle dichiarazioni del ministro e del clima partecipativo con il quale siamo stati accolti. – ha commentato il presidente di UNIMA, Aproniano Tassinari – Siamo certi che continuando sulla strada della cooperazione con le istituzioni ormai da tempo intrapresa, potremo porre rimedio a una lunga serie di problemi che divengono, di giorno in giorno, sempre più pressanti».
Nella suggestiva cornice delle strutture della Villa Frigerj, sede del Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo, si è conclusa tra il plauso generale la 62° Assemblea Nazionale di UNIMA (Unione Nazionale Imprese di Meccanizzazione Agricola)...
UNACOMA e UNIMA guidano ancora l’ENAMA (Ente Nazionale per la Meccanizzazione Agricola). Durante la recente assemblea dell’ente, infatti, sono state confermate le cariche di Presidente e Vicepresidente rispettivamente a Massimo Goldoni, Presidente UNACOMA e Aproniano Tassinari, Presidente di UNIMA. «Al di la della soddisfazione personale – ha commentato Aproniano Tassinari – considerando la centralità delle macchine agricole nell’attità di ENAMA, la scelta fatta assume connotati quasi fisiologici e ribadisce il successo derivato dalla collaborazione tra coloro che tali macchine producono e di chi ne ha fatto il proprio strumento di lavoro principale. Va comunque ribadito come tale successo sia legato in maniera indissolubile alla sinergia che si è instaurata all’interno di ENAMA tra tutti coloro che partecipano alla sua attività, a partire dalle istituzioni e dalle associazioni di categoria, agricole e non. In questo senso ENAMA rappresenta realmente l’icona del celebre adagio: “L’unione fa la forza”».
Si avvia al termine il conto alla rovescia che conduce all’apertura ufficiale della 62° Assemblea Nazionale degli Associati UNIMA che quest’anno si svolgerà a Chieti, con il patrocinio della Provincia e del Comune, nelle strutture della Villa Frigerj, sede del Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo. La manifestazione si articolerà in due parti: una sessione privata e una pubblica, alla quale tutti gli associati sono caldamente invitati. Come ormai di consueto, dopo i saluti delle autorità locali e dei rappresentanti della struttura ospitante, la sessione pubblica si aprirà con la relazione annuale del Presidente Tassinari, che illustrerà ai convenuti i risultati ottenuti da UNIMA nel corso dell’anno e le prospettive per quello successivo. «Per il comparto, quello passato è stato un anno particolare, - ha detto il presidente Tassinari - caratterizzato tra l’altro da una peculiare situazione del settore primario che ha incrementato per molte imprese agromeccaniche la spinta verso la differenziazione operativa; in questi giorni stiamo vivendo la difficile situazione dell’aumento incontrollato dei carburanti, che rappresentano la voce di spesa più onerosa per i nostri associati e, infine, il panorama generale è reso ulteriormente incerto dalla prossima Healt Check e dal Budget Review del 2009. Questa assemblea sarà l’occasione per discutere e valutare la situazione reale del comparto agricolo e agromeccanico, individuando e ponendo in essere politiche comuni per risolvere problemi vecchi e nuovi».
Grazie alla collaborazione con New Holland, Fata Assicurazioni, APSOV Sementi, Aries, Bayer, Maschio, Manitou, Cifo e Michelin, nonché con le aziende vitivinicole locali “Tenuta i Fauri” e “Torre Zambra”, all’assemblea si affiancherà una mostra di macchine e prodotti per l’agricoltura e una piccola degustazione di prodotti enogastronomici locali.
Lunedì 19 Maggio 2008 si terrà a Foggia la manifestazione di protesta della locale A.P.I.M.A., l’associazione di categoria che riunisce i contoterzisti del settore agromeccanico della provincia.
La protesta si volge contro l’Assessorato alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia e gli Uffici UMA che, attraverso eccessivi oneri burocratici imposti ai contoterzisti, sono responsabili del blocco delle concessioni di gasolio agricolo.
La manifestazione partirà alle 8.00 dal piazzale della Fiera di Foggia, in Corso del Mezzogiorno, e proseguirà fino al Palazzo degli Uffici Statali, sede dell’Ufficio Provinciale dell’Agricoltura della Regione Puglia.
Per Ulteriori informazioni è possibile contattare il presidente dell'APIMA, Matteo Tamburrelli (m.tamburrelli@tin.it)
«UNIMA è assolutamente soddisfatta della nomina dell’On. Luca ZAIA a capo del MiPAAF». Con queste parole Aproniano Tassinari, Presidente di UNIMA, ha esordito nel commentare l’ascesa dell’On. Luca Zaia alla guida del dicastero dell’Agricoltura. «La formazione, le precedenti esperienze e l’indiscusso valore professionale del nuovo ministro, al quale rivolgiamo tutti i nostri migliori auguri di buon lavoro, ci consente di contare nei prossimi anni su un partner sensibile alle istanze di tutta la categoria e con il quale sarà possibile, per il bene comune, proseguire il lavoro di collaborazione con le istituzioni che UNIMA ha da tempo avviato e sviluppato».
La pubblicazione della circolare AGEA nr. 12 del 23 aprile 2008, nelle quale si annuncia che i fornitori e i proprietari di macchinari danneggiati dalla ristrutturazione del settore bieticolo saccarifero beneficeranno di un aiuto integrativo sui macchinari che hanno dismesso, ha incontrato i favori di tutti i componenti del comparto interessati. L’importo totale degli aiuti, pari a € 1.088.889,56, derivati da un surplus di dismissione di saccarosio rispetto alle iniziali previsioni, sarà diviso tra tutti coloro che hanno presentato regolare domanda senza la necessità di fornire quest’ultima a integrazioni di carattere burocratico «Siamo assolutamente lieti che i nostri colleghi possano usufruire di questa inaspettata integrazione. - sostiene il presidente di UNIMA, Aproniano Tassinari – Questo è solo l’ultimo di una serie di risultati estremamente positivi che derivano dall’ottima gestione della problematica “bieticoltura” che UNIMA, in stretta collaborazione con tutte le istituzioni, ha portato avanti sin dalle sue origini. Dopo aver ottenuto che le aziende colpite venissero rimborsate, UNIMA ha continuato a lavorare affinché gli agromeccanici non venissero dimenticati nel corso degli sviluppi successivi e oggi vediamo premiati i nostri sforzi. Allo stesso modo continueremo a darci da fare per ottimizzare la gestione della crisi bieticola sino alla sua conclusione, battendoci affinché altre eventuali risorse future trovino la loro giusta strada verso chi ha diritto ad accedervi».
Da pochi giorni gli amanti dell’olio extravergine d’oliva possono contare sulla neonata ASCOE (Associazione Assaggiatori e Cultori Olio Extravergine di Oliva), associazione senza scopo di lucro che si propone di promuovere la cultura dell’olioextravergine di qualità dalla produzione al commercio, nonché di qualificare la figura dell’assaggiatore. Nata in Toscana grazie agli sforzi di un nutrito gruppo di assaggiatori, tra cui la direttrice dell’AEMA di Pisa, Licia Gambini, l’associazione conta già sessanta membri ed è guidata dal neopresidente Luciano Scarselli. Tra le novità principali che l’ASCOE propone c’è la possibilità di adesione non solo per gli esperti, ma anche per i semplici appassionati. Le attività della ASCOE si aprono con una prima iniziativa didattica: due giorni di studio nelle marche (6 e 7 giugno 2008), comprendenti una visita presso gli stabilimenti Pieralisi.
Martedì 29 aprile a Coltano (PI), avrà luogo una giornata dimostrativa sul tema: Modelli Produttivi delle Biomasse e Tecniche di Raccolta, coorganizzata dall'AEMA di Pisa, Cooperativa Agricola "Le Rene", ARSIA, Ente Parco Migliarino, LegnoEnergia e Toscana Trattori. La partecipazione è gratuita.
Il file PDF allegato contiene l'invito con tutte le informazioni necessarie.
UNIMA (Unione Nazionale Imprese di Meccanizzazione Agricola) può annoverare tra le proprie strutture locali la neonata APIMA di Foggia. L’APIMA, seconda struttura sul territorio pugliese, rappresenterà gli agromeccanici della provincia che già da tempo si rivolgevano singolarmente a UNIMA per riportare il disagio della categoria a fronte di una serie di problemi legati principalmente ai rapporti con le amministrazioni locali...
Le modalità e possibilità di accesso al gasolio agricolo agevolato per le imprese agromeccaniche mostra evidenti disparità tra diverse regioni italiane e configura un quadro nazionale assurdamente disomogeneo...
“Non abbiamo dubbi che Confindustria, di cui Unima è uno dei fondatori, sia in ottime mani”. Con queste parole Aproniano Tassinari, Presidente di UNIMA, ha esordito nel commentare l’elezione di Emma Marcegaglia a successore di Luca Cordero di Montezemolo come presidente della confederazione nazionale degli industriali. “Il valore professionale e umano della Marcegaglia, alla quale facciamo tutti i nostri migliori auguri di buon lavoro, non è una scoperta di ieri ed è testimoniato dal voto plebiscitario che l’ha posta al vertice di Confindustria. La considerazione immediatamente dimostrata dal neopresidente Marcegaglia verso la piccola industria – ha proseguito Tassinari – ci conferma ciò che già sapevamo: nei prossimi anni continueremo ad avere a che fare con un partner sensibile alle istanze di tutta la categoria e con il quale sarà possibile collaborare fattivamente per il bene di tutti”.
Venerdì 29 febbraio u.s. il consiglio dell'APIMA di Cremona ha confermato Clevio Demicheli alla carica di Presidente per il triennio 2008-2010. Sono stati altresì confermati i VicePresidenti. A seguito della delibera del consiglio, la struttura direttiva dell'associazione si compone come segue:
CLEVIO DEMICHELI - Presidente FRANCO SCIARRETTA - VicePresidente DIEGO FUMAGALLI - VicePresidente
Consiglieri: CLAUDIO ARPINI ANGELO AZZALI ZANOLA AGOSTINO BONIZZI MASSIMO DANELLI RICCARDA FAVALLI GIUSEPPE GRIMALDELLI CLAUDIO LENI MARCO MANTOVANI GIACOMO MARCHETTI GIANDOMENICO PATRINI ANNA MARIA POLTRONIERI MAURO SOLIMEI
Collegio Sindacale: FRANCESCO MOGGI - Presidente ROSSANO REMAGNI BUOLI - Membro effettivo BATTISTA ZUCCHETTI - Membro effettivo RENATO RUFFINI - Membro supplente ITALO CHIODELLI - Membro supplente
Il 26 febbraio 2008, presso l’Associazione Industriali di Firenze, la commissione sindacale di UNIMA (Unione Nazionale Imprese di Meccanizzazione Agricola) ha incontrato le rappresentanze di FAI-CISL, FLAI-CGIL e UILA-UIL per siglare il rinnovo quadriennale del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei dipendenti delle Imprese Agromeccaniche Italiane scaduto il 31 dicembre u.s.. Il nuovo contratto prevede per il biennio 2008/09 un aumento retributivo totale pari al 6,1%, con un incremento parziale del 3,1 per il primo anno e del 3% per il secondo. L’aspetto normativo del nuovo testo registra delle modifiche delle norme relative a: relazioni sindacali, assunzione, mansioni e cambiamento di qualifica, servizio di leva, aspettativa, previdenza complementare, salute e sicurezza sul lavoro, malattia e infortunio, contratto di inserimento, studio e corsi di formazione (inclusa la formazione continua del personale) e apprendistato professionalizzante. Con la sottoscrizione del nuovo testo contrattuale, UNIMA ritiene di aver raggiunto un risultato più che soddisfacente per tutti i rappresentanti della categoria nonostante la congiuntura sfavorevole che grava su tutto il settore primario. Per comune accordo delle parti, il rilancio della contrattazione di secondo livello è stato rimandato ai prossimi rinnovi contrattuali
Il ricorso alle imprese agromeccaniche per la tutela delle acque potrebbe, in un futuro prossimo, perdere i suo attuale carattere episodico per divenire una pratica istituzionalizzata. È quanto emerso dal convegno, organizzato da UNIMA con il patrocinio della Provincia di Cremona, sul tema del ruolo del contoterzismo nella tutela dell’ambiente e delle risorse idriche nel terzo millennio e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Giorgio Toscani, Assessore Agricoltura Provincia di Cremona; Aproniano Tassinari, Presidente UNIMA; Davide Boni, Assessore al Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia e Presidente A.I.P.O.; Lino Zanichelli, Assessore Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Regione Emilia Romagna; Giulio Tufarelli, Responsabile Associazione Nazionale Bonifiche, Irrigazione e Miglioramenti Fondiari; Paolo Lassini, Direzione Generale Agricoltura Regione Lombardia e Roberto Guidotti dell’Ufficio Tecnico UNIMA.
Premesso che l’acqua è una risorsa che deve essere usata e non consumata e prendendo le mosse dalle eterogenee realtà presenti nelle regioni toccate dal Po, i diversi relatori hanno tratteggiato un esaustivo quadro delle attività relative alla gestione delle acque affrontandone in maniera dettagliata tanto i problemi tecnici quanto quelli logistici, amministrativi e finanziari. L’elemento che in questa fase ha senza dubbio messo d’accordo tutti è la constatazione che ormai da anni i fondi disponibili per gli interventi sono una minima parte di quanto effettivamente necessario. Questa pluriennale sottostima delle reali necessità avrebbe istituzionalizzato la concentrazione delle risorse in attività operative volte esclusivamente ad affrontare le emergenze a scapito della regolarità di manutenzione e innovazione, con la logica conseguenza di crearne invariabilmente di nuove. Dal bacino del Po’ il quadro della situazione si è allargato a livello nazionale con l’intervento di Giulio Tufarelli che, riportando dati pubblicati dal Ministero dell’Ambiente, ha sottolineato come il 70% dei comuni e il 7,1% della superficie nazionale siano a rischio idrogeologico. La situazione è resa ancora più drammatica dagli evidenti cambiamenti climatici e dalla tendenza delle precipitazioni ad assumere sempre più carattere alluvionale. Sull’agricoltura la situazione si è riflessa, nel corso degli ultimi 13 anni, con una perdita di oltre 2.300.000 ettari di SAU, pari a più del 9% del totale e con un accentuarsi del processo di desertificazione del meridione che sta mettendo a rischio tutto il settore primario locale. Il quadro globale assume tinte ancora più fosche se si considera che a fronte dei 39 miliardi di euro stimati come necessari per affrontare la situazione, ne sono stati erogati solo 3 destinati in ugual misura agli interventi straordinari e ordinari e troppo spesso dispersi in programmi ministeriali collaterali. La soluzione del problema della gestione delle acque dovrà passare attraverso modifiche strutturali della rete come l’aumento delle capacità di invaso, ma richiede anche la collaborazione dei componenti del comparto agricolo ai quali è richiesta la disponibilità a ottimizzare lo sfruttamento quantitativo e qualitativo delle risorse idriche. L’agricoltura inoltre, secondo Giorgio Toscani, può fornire un servizio di tutela e monitoraggio delle risorse idriche da falda e la figura dell’imprenditore agromeccanico, le cui risorse operative ormai da qualche anno saltuariamente si affiancano a quelle dei consorzi di bonifica, può rivelarsi un’arma fondamentale per contrastare l’attuale situazione. Il contributo che le imprese agromeccaniche possono apportare nell’ambito delle aree operative oggetto del convegno è stato il tema di Roberto Guidotti che ha ricordato come il contoterzismo non sia sinonimo di attività agricola in senso stretto e come anzi l’imprenditore agromeccanico sia nato come gestore dei grandi mezzi cingolati destinati all’impiego su grandi infrastrutture o per uso militare che, una volta dismessi, hanno trovato applicazione nell’agricoltura ma che hanno continuato anche a lavorare nel piccolo movimento terra, nell’edilizia e nelle opere di genio civile. L’avvento di escavatori idraulici sempre più perfezionati e la riduzione della SAU negli ultimi 15 anni hanno spinto la categoria a differenziare le proprie attività dedicando maggiore attenzione al movimento terra e alla manutenzione del territorio. Oggi le imprese agromeccaniche sono in grado di coprire le esigenze dei numerosi soggetti che operano per il territorio: enti locali, consorzi di bonifica, autorità di bacino, aziende agricole e svolgono le attività più diverse tra cui quelle di ripresa di frane, sistemazione dei pendii, costruzione di dighe, pennelli e briglie; bonifica di rocce pericolanti, isolamento delle discontinuità geologiche e dei piani di scivolamento. Nel campo specifico della gestione delle acque gli agromeccanici si occupano della manutenzione dei corsi d'acqua attraverso lo sfalcio e la raccolta della vegetazione spontanea, lo spurgo degli alvei e la sagomatura dei canali; delle opere di bonifica idraulica attraverso la tracciatura di alvei e affossature e opere di drenaggio tubolare sotterraneo e, infine, del livellamento dei terreni per favorire la corretta regimazione delle acque sulle superfici agrarie per realizzare l'equilibrio fra assorbimento e allontanamento delle acque in eccesso. Attività così specifiche e impegnative hanno richiesto ovviamente un adeguamento delle macchine e delle attrezzature delle imprese che oggi, a seconda della loro collocazione territoriale e attività, possono offrire escavatori idraulici munite di bracci “long arm” per la manutenzione di grandi alvei, trattori industriali con lame apripista, trattrici agricole allestite con bracci idraulici per lo sfalcio della vegetazione spontanea, motobarche per lo sfalcio della vegetazione acquatica e macchine operatrici specifiche per lavori di geotecnica, trivellazioni, drenaggio tubolare e via di seguito. Il vero punto di forza delle imprese agromeccaniche è tuttavia rappresentato dalla professionalità degli imprenditori e degli operatori che sono in grado di sfruttare le potenzialità della macchina al 100%: esistono imprese che si sono specializzate non solo nella gestione dei cantieri di lavoro, ma anche nella fornitura di opere “chiavi in mano”, come la costruzione di reti comprensoriali di bonifica idraulica. La professionalità della categoria si sviluppa anche nella sempre maggiore diffusione di tecnologie come quelle di georeferenziazione su base satellitare (anche con controllo delle quote), nella livellazione laser e nell'uso sempre più frequente di software dedicati per la gestione degli spostamenti di terra, in grado di ridurre significativamente i consumi energetici, in un momento in cui la tutela dell'ambiente in senso globale diviene ogni giorno più importante. I contoterzisti, in quanto operatori professionali, riescono a raggiungere elevati gradi di utilizzazione delle macchine che consentono un rapido turnover, con una conseguente riduzione delle emissioni in atmosfera e riduzione dell'inquinamento; molte imprese si sono già convertite all'impiego generalizzato di oli lubrificanti sintetici a totale biodegradabilità, molto importanti quando si opera su corsi d'acqua perché eliminano i danni ambientali in caso di perdite. Nel concludere il suo intervento, Guidotti ha ricordato come, sebbene la legge di orientamento in agricoltura e le tariffe più basse stiano spingendo diverse amministrazioni locali ad affidare appalti a imprese agricole, queste spesso non sono in grado di garantire i medesimi standard di qualità aziendale di quelle agromeccaniche, disponendo in linea generale di attrezzature meno aggiornate e di operatori non professionali, che si adattano a svolgere lavori ai quali non sono abituati e per i quali non sono preparati. Questa tendenza, ha sottolineato Guidotti, pur non essendo irregolare, spesso cozza con le normative nazionali e comunitarie della cosiddetta Direttiva Cantieri che tutelano la dignità del lavoro e la sicurezza per l'operatore. È toccato all’assessore Lino Zanichelli indicare il possibile modo per inserire le imprese agromeccaniche tra gli attori istituzionali della “Filiera dell’Acqua”. Questo spiraglio va identificato nell’applicazione della normativa europea 2000/60 che prevede trall’altro l’istituzione di una “Autorità di Distretto” in grado di superare le divisioni settoriali e territoriali. Ai tavoli decisionali di tale Autorità dovrebbero sedere anche le imprese agromeccaniche che, già in attesa di essere incluse nei PSR, potrebbero invece fornire un apporto fondamentale alla rivalutazione generale del territorio e al raggiungimento di quegli standard qualitativi e quantitativi richiestici per il 2016 dalla comunità europea e ancora troppo lontani.
Mancano pochi giorni al 22 febbraio, data in cui si rinnoverà il connubio tra UNIMA (organizzatrice dell’annuale Salone del Contoterzismo) e Vegetalia. Come per le edizioni precedenti, il Salone del Contoterzismo si svilupperà secondo moduli tematici di particolare rilievo per gli agromeccanici e presenterà un’esposizione di macchine focalizzata sulle necessità operative quotidiane della categoria con particolare rilievo per le evoluzioni tecnologiche e le aree di differenziazione operativa delle aziende. Nell’ambito della manifestazione UNIMA partecipa al programma convegnistico con due appuntamenti:
Sabato 23 febbraio alle ore 9:30, nella sala “Stradivari” avrà luogo un convegno dal titolo: La tutela dell’ambiente e delle risorse idriche nel III millennio: Contoterzismo e pubblica amministrazione.
Tra gli altri sono previsti gli interventi di: Giorgio Toscani, Assessore Agricoltura Provincia di Cremona Aproniano Tassinari, Presidente UNIMA; Davide Boni, Assessore al Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia e Presidente A.I.P.O.; Lino Zanichelli, Assessore Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Regione Emilia Romagna; Giulio Tufarelli, Responsabile Associazione Nazionale Bonifiche, Irrigazione e Miglioramenti Fondiari; Paolo Lassini, Direzione Generale Agricoltura Regione Lombardia; Roberto Guidotti, Ufficio Tecnico UNIMA e Lorenzo Guerini, Presidente ANCI Lombardia.
Sabato 23 febbraio alle ore 14:30, nella sala “Ricerca e Sviluppo” si terrà un incontro dal titolo: Italia – Germania in campo. Ottimizzare la meccanizzazione per essere competitivi. L’incontro, organizzato da UNIMA in collaborazione con la DLG, si configurerà come un’occasione di confronto tra un’azienda agricola e agromeccanica italiana e una tedesca e sarà volto alla scoperta di analogie e differenze tra le due realtà nazionali al fine di raggiungere una sintesi in grado di promuovere lo sviluppo del contoterzismo a livello europeo.
Il futuro delle imprese agromeccaniche europee è legato alla loro capacità di affrontare in maniera compatta e sinergica tanto le evoluzioni del mercato quanto le battaglie comuni nelle sale del potere di Bruxelles. È quanto in sintesi è emerso dalla conferenza del CETTAAR (l’organizzazione che raccoglie a livello comunitario le associazioni nazionali rappresentative della categoria agromeccanica) organizzata da UNIMA e VeronaFiere in occasione della 108° edizione di Fieragricola conclusasi ieri nel capoluogo veneto.
L’apertura dei lavori è stata del presidente di UNIMA, Aproniano Tassinari, che ha sottolineato un concetto ampiamente condiviso da tutti i partecipanti: il contoterzismo europeo è ormai universalmente riconosciuto come elemento fondamentale di un ciclo agricolo che oggi, più che mai, per rimanere competitivo deve essere inquadrato in un’ottica industriale e programmatica.
All’intervento di Tassinari è seguito quello dell’On. Guido Tampieri, Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che ha posto l’accento sulla necessità di sviluppare una politica agricola in grado di agire con maggiore lungimiranza attraverso uno sviluppo della capacità di prevedere le evoluzioni future e di una riorganizzazione generale che istituzionalizzi i contoterzisti come apportatori di modernità e qualità. Lo sviluppo del settore, secondo Tampieri, è legato indissolubilmente alla capacità di anticipare le future richieste dei mercati e a modulare le politiche per soddisfarle anche nell’ottica di uno sviluppo sostenibile.
Philippe Tabary, della Direzione Generale per lo Sviluppo Agricolo e Rurale presso la Commissione Europea, nell’illustrare gli obiettivi della Commissione Europea e le relative possibilità di sviluppo per le imprese agromeccaniche, ha evidenziato come si stia procedendo a una ridistribuzione del budget europeo orientata all’eliminazione delle disparità di trattamento a cui si è sinora assistito. È proprio da Tabary che si è avuta la maggiore apertura alla categoria agromeccanica con l’invito a tutte le associazioni nazionali a unirsi per poter portare davanti alla commissione europea le istanze dei propri associati come un’unica entità che sarà riconosciuta in grado non solo di proporre, ma di decidere le politiche future in collaborazione con le istituzioni.
Nel suo intervento sul tema del contoterzismo come motore della competitività delle imprese agricole in relazione alla nuova PAC, il Prof. Angelo Frascarelli, del Dipartimento di Scienze Economiche e degli Alimenti dell’Università di Perugia, partendo da una dettagliata analisi delle politiche comunitarie ha rilevato come il contoterzismo del futuro, oltre a rappresentare una soluzione sempre più economicamente vantaggiosa per gli agricoltori, non potrà essere alieno da un’estrema flessibilità e competitività che dovranno derivare sia da una riduzione strutturale dei costi che da una forte differenziazione delle attività svolte.
La conferenza è proseguita con una panoramica delle attuali situazioni delle imprese agromeccaniche in diversi paesi europei con gli interventi di Gérad Napias, Presidente Generale del CEETTAR e rappresentante del LET (Francia); Jan Maris, Segretario Generale del CEETTAR e rappresentante del CUMELA (Olanda); Klaus Pentzlin, Vicepresidente del CEETTAR e in rappresentante della BLU (Germania); Johan Van Bosch, in rappresentanza della NCL (Belgio) e Roberto Guidotti per l’UNIMA. I temi di confronto sono stati principalmente tre: la concorrenza sleale, le collaborazioni con le pubbliche amministrazioni e le certificazioni. Mentre è emersa una sofferenza comune degli agromeccanici relativa alla concorrenza degli agricoltori a volte avvantaggiati da provvidenze alle quali i contoterzisti non hanno accesso, il tema delle certificazioni e della relativa qualità del lavoro degli agromeccanici ha mostrato come in alcuni paesi, tra i quali la Germania e l’Olanda, la categoria abbia ottenuto, attraverso l’istituzione di certificazioni ad hoc, dei sensibili miglioramenti nella gestione quotidiana delle proprie attività sia da un punto di vista fiscale che amministrativo. Per quanto concerne la collaborazione degli agromeccanici con le pubbliche amministrazioni, si è evidenziato che la situazione italiana, pur non raggiungendo ancora i livelli di altri paesi europei, sta registrando un sempre maggiore ricorso delle municipalità alle prestazioni degli agromeccanici, particolarmente nell’aqmbito della cura del verde pubblico e boschivo.
I lavori si sono chiusi con le conclusioni di Aproniano Tassinari che ha auspicato l’inserimento generalizzato degli agromeccanici nei PSR e identificato nella crescita culturale la via che i contoterzisti debbono seguire per combattere la concorrenza. «È evidente che in un’Europa unita il numero di agromeccanici diverrà in eccesso. - ha sostenuto Tassinari - La crescita culturale, sia essa intesa in senso associativo, tecnico e di formazione del personale, si tradurrà in una selezione naturale delle aziende e in una migliorata capacità di interagire con le istituzioni, ma soprattutto in un feedback positivo per tutta la categoria. Sarà la cultura che ci farà crescere e farà apprezzare agli altri ciò che siamo e quello che facciamo».
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