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DOPO LA LOMBARDIA, UNIMA SCENDE IN PIAZZA IN TOSCANA A FIANCO DELLE PRINCIPALI SIGLE SINDACALI DEGLI AGRICOLTORI
Lunedì, 02 Novembre 2009 Unima, Confagricoltura, Cia, Legacoop e Confcooperative: l’unità dell’agricoltura per avere più forza
Chiudono le aziende: l’agricoltura toscana scende in piazzaMobilitazione nel mese di novembre: sit in al porto di Livorno e alla Regione L’Unione di Pisa annuncia la mobilitazione <<Stiamo vivendo la crisi più grave degli ultimi 20 anni – dicono gli organizzatori – e dal Governo solo promesse>>. Si mobiliteranno migliaia di agricoltori e agromeccanici da ogni angolo della Toscana Mobilitazione al via per l’agricoltura toscana. Sono in programma iniziative, talvolta clamorose, a difesa di un comparto che sta vivendo la crisi più grave degli ultimi 20 anni: la protesta è stata presentata oggi a Pisa da Confagricoltura, Cia, Aema, Legacoop agroalimentare e Confcooperative – Fedagri.
Per tutto il mese di novembre migliaia di agricoltori toscani daranno vita ad una mobilitazione di massa:
E poi presidi di fronte alle sedi istituzionali alla Prefettura e Provincia di Firenze e in tutte le province toscane. <<L’agricoltura è in pericolo – affermano le cinque sigle che danno vita alla mobilitazione - , ma il Governo pensa ad altro. Constatiamo che crollano i prezzi dei prodotti ed aumentano i costi di produzione; che i redditi delle imprese sono calati del 20%, e che nel 2009 la situazione è in continuo peggioramento. Così in tutto il territorio regionale migliaia di aziende agricole toscane hanno già chiuso e molte altre stanno chiudendo>>. La crisi investe tutti i comparti dell’agricoltura, dalla zootecnia alla cerealicoltura, dall’olivicoltura fino a settori che hanno rappresentato sempre un’isola felice come vino e agriturismo. <<Sarà una mobilitazione civile, unitaria, autonoma – spiegano Confagricoltura, Cia, Aema, Legacoop e Confcooperative – a sostegno delle imprese agricole e delle cooperative per il rilancio del settore, perché vogliamo un’agricoltura di qualità, più competitiva ed innovativa, e diciamo “no” con forza e fermezza alle illusioni del protezionismo ed alla chiusura corporativa>>. Le organizzazioni accusano il Governo centrale di avere “zero” strategie e risorse “sottozero”, di aver fatto tanta propaganda e pochi fatti concreti. <<Dalla Legge finanziaria solo tagli per l’agricoltura – dicono –, e nei provvedimenti contro la crisi nessuno intervento per il settore agricolo; mentre sono stati bloccati tutti i fondo per lo sviluppo del settore>>. Le cinque sigle rappresentano l’unità del mondo agricolo per tutelare i diritti degli agricoltori; per un maggiore dialogo e concertazione con le istituzioni con l’obiettivo di promuovere politiche di sviluppo. Inoltre c’è da consolidare un patto con la società per sostenere il ruolo sociale dell’agricoltura. <<Le imprese agricole e le cooperative agroalimentari e di servizio – aggiungono le organizzazioni di categoria – chiedono interventi immediati affinché venga riconosciuto lo stato di crisi e la sospensione dei contributi e dei mutui. Inoltre chiedono l’attivazione di misure anticicliche per la gestione dei rischi di mercato, fino al ripristino dei finanziamenti per oltre 1 miliardo di euro tagliati al settore a livello nazionale>>. Fra le richieste anche misure per favorire l’accesso al credito, la semplificazione delle norme burocratiche che strangolano gli imprenditori e l’eliminazione dell’ingiusto balzello europeo sul carburante agricolo per i serricoltori. Per info e adesioni: A.E.M.A. Pisa [1] Stampa la pagina [2]
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