Non si ferma la protesta degli agricoltori toscani aderenti a Confagricoltura, Cia, Legacoop e degli agromeccanici facenti capo a UNIMA. Dopo il sit-In davanti al Consiglio Regionale di Firenze che ha
visto la partecipazione degli agromeccanici di Pisa, la scorsa settimana la protesta, che vedeva tra i suoi promotori l’APIMA di Arezzo e l’AEMA di Siena, ha preso le forme di un presidio di oltre 150 trattori e circa 1.300 operatori agricoli e agromeccanici all’ingresso dell’autostrada del sole “Uscita Valdichiana”.
“La situazione è gravissima e il rischio, più che concreto, è quello di vedere migliaia di aziende chiudere i battenti mettendo in ginocchio tutti coloro che vivono del settore primario regionale, con ricadute devastanti sul turismo. - ha spiegato il presidente dell’APIMA di Arezzo, Giuseppe Milighetti – È finito il tempo in cui gli operatori del comparto potevano mantenere un profilo basso nelle loro richieste e attendere dalle istituzioni risposte mai arrivate; posso sin d’ora dire che, qualora non dovesse esserci alcun riscontro, il presidio sull’autostrada della scorsa settimana sarà stato solo un anticipo di quanto si vedrà nel mese di dicembre”.
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