CAI sollecita il governo sui depositi di gasolio

Comunicato n. 
263 del 17 gennaio 2017

Comunicato stampa n. 263

DEPOSITI DI CARBURANTE, IL CAI AL GOVERNO: UNIFORMARE LE NORME

CONTOTERZISTI DISCRIMINATI SULLE PRESCRIZIONI ANTINCENDIO

(Roma, 16 gennaio 2016) “Il governo parla sistematicamente di sostenibilità e di competitività delle imprese, poi cade su dispositivi inutili che non hanno altro scopo se non quello di alimentare la burocrazia. L’ennesima dimostrazione è data dall’esonero dalle norme sulla prevenzione incendi per i depositi di carburante fino a 6.000 litri, concesso solamente agli agricoltori e non agli imprenditori agromeccanici”. A dirlo è il Coordinamento degli Agromeccanici Italiani, costituito da Unima e Confai, che parla di evidente sperequazione e di autogol del governo.

Il Coordinamento degli Agromeccanici Italiani sottolinea che la materia fu oggetto di discussione risultata poi condivisa all’audizione del CAI alla Camera e al Senato.

“Eppure – commenta Silvano Ramadori, presidente di Unima – è stato finora concesso solamente agli agricoltori l’esonero per i depositi di carburante fino a 6.000 litri di capacità, nonostante l’emendamento proposto dal CAI che alzava tale limite rispetto ai 3.000 litri inizialmente previsti. Il risultato è stato che a beneficiare di una proposta sollevata dai maggiori sindacati del contoterzismo italiano sono stati gli imprenditori agricoli, la cui rappresentanza mai ha sollevato tale problema”.

Una discriminazione in contraddizione con le norme, meno sbilanciate, del passato, come ricorda il presidente di Confai, Leonardo Bolis.

“Un esonero da questi adempimenti, costosi e sostanzialmente inutili, considerata la localizzazione delle aziende in aree rurali e scarsamente abitate – sintetizza Bolis - era stato saggiamente disposto dal legislatore nel passato decennio, senza clamori e senza toni propagandistici”.

La norma adottata dal governo stride con i numeri del settore. E proprio il mondo agricolo sembra essersene accorto di essere penalizzato a sua volta. Accanto ai “microagricoltori”, l’ultimo censimento ha rilevato che esistevano, nel 2010, poco più di 100.000 aziende agricole con oltre 50 ettari di terra; aziende con un fabbisogno consistente di carburanti agricoli e per le quali il limite di 6.000 litri fissato dal decreto “competitività” del 2014 è inadeguato.

A queste si aggiungono le innumerevoli aziende del settore ortofrutticolo e florovivaistico, in larga maggioranza soggette alle norme di prevenzione incendi: aggiungendo anche le imprese agromeccaniche, la platea delle imprese interessate è vicina alle 200.000 unità.

Il CAI chiede al governo provvedimenti concreti, che evitino alle aziende di spendere decine di migliaia di euro per adeguare gli impianti, senza un effettivo beneficio in termini di produttività: questa è la competitività di cui ha bisogno l’agricoltura, si cominci da qui.

Servizio Stampa CAI